La degenerazione cognitivo – comportamentale associata ad un impoverimento del linguaggio scritto e parlato, tipica per esempio dei detenuti in isolamento, è stata diffusamente osservata in questo anno negli adolescenti e preadolescenti. Una condizione che deprime fortemente il sistema immunitario, riduce l’empatia e altera la percezione della realtà. L’adolescenza è il momento in cui si struttura la corteccia prefrontale, quella parte del cervello implicata nella presa delle decisioni e nella  moderazione della condotta sociale e il fatto che questo isolamento si verifichi in un’età così importante ne determina la gravità. Cardiologi, oncologi, psicologi e psichiatri (1) hanno già da tempo evidenziato i rischi di questo isolamento sociale. Oggi mio nonno avrebbe compiuto 100 anni, la morale dei suoi racconti del campo di concentramento era sempre di come avesse portato a casa “la ghirba” grazie al rapporto che aveva con gli altri deportati. Né la guerra né la deportazione hanno fermato quegli uomini dal rapporto con gli altri, a noi basta il telegiornale.

 

 

(1) https://www.google.it/amp/s/roma.repubblica.it/cronaca/2021/01/18/news/roma_coronavirus_boom_di_tentativi_di_suicidio_tra_bambini_e_adolescenti_l_allarme_del_bambino_gesu_-283044114/amp/