Ormai sono tutti Osteopati.

Si contano ormai ovunque i centri nei quali si fa tutto. Slogan di ogni tipo inducono le persone, la maggior parte delle volte ignare, ad affidarsi totalmente a questi luoghi nei quali vengono effettuate diagnosi le più stravaganti che poi giustificano “cicli” (neanche fossero delle lavatrici) di terapie che, pur avendo qualche utilità, vengono propinate una dietro l’altra senza alcuna logica ne buonsenso, cosi da ingrassare per bene tutti i vari operatori del centro, con le casse malati che ormai non sanno più come fare per far quadrare i conti, se non con aumenti tariffari costanti.

Purtroppo il mondo in cui viviamo e che stiamo spremendo senza alcuna prospettiva logica ha intrappolato nella sua ragnatela invisibile anche la fu nobile professione dell’Osteopata. Una volta figura in equilibrio tra l’arte, la scienza e la spiritualità, capace di creare connessioni funzionali alla salute anche in quei sistemi ai più scollegati, oggi è ridotto ad un pugno di test e tecniche asettiche, di dubbia efficacia e troppo spesso pericolose. Il mea culpa deve essere di tutti coloro che hanno permesso che i principî e la filosofia Osteopatici fossero ridotti ad una merce vendibile a chiunque possa permettersi di comprarli. La logica del denaro ha messo il suo zampino nella vendita della professione Osteopatica, come dimostra il sempre più frequente comparire di “scuole” riempite o da viziatelli parcheggiati dai genitori o da chi, in possesso di altri titoli, crede di potersi accaparrare una maggiore fetta di mercato con la quale riempire i centri di cui sopra. Basterebbe chiedere loro cosa li ha spinti a studiare Osteopatia per rendersi conto della situazione.

Abbiamo esperienza quotidiana diretta di pazienti (è proprio il caso di chiamarli così)  che dopo interminabili “cicli” di prelavaggio, lavaggio e strizzatura, ormai senza soldi e con dolori che, nella migliore delle ipotesi, sono uguali a prima, arrivano disperati sull’ultima spiaggia, spesso, peraltro, inutile.

Che lo smarrimento della bussola sia inevitabile alla luce di una rivoluzione lo capisco ma la distruzione di un’arte come lo è l’Osteopatia proprio non mi va giù. Quindi vi prego, abbiate almeno la decenza e l’umiltà di riconoscere che per  essere Osteopati non basta scriverlo su un pezzo di carta o su un sito Internet.