In una realtà in cui la medicina complementare è diventata un business, risulta difficile continuare a fare il nostro lavoro, che rimane un’arte prima di tutto, con quella semplicità che caratterizzava gli anni di formazione e i primi anni di pratica. Oggi siamo di fronte ad una realtà in cui, per poter rendere l’Osteopatia accessibile a tutti, gli istituti di formazione ne hanno ridotto l’essenza ad un meccanicismo che nulla ha anche vedere con le misteriose risorse del corpo umano. Oggi se non si dispone di studi scientifici recentissimi o di immagini mozzafiato non si viene considerati, quando poi, alla fine, la differenza la fa la delicatezza con la quale si comunica al sistema nervoso centrale. È questo che, secondo noi, fa l’Osteopata, dimentica quando serve le teorie per affidarsi allo strumento unico e insostituibile che sono le sue mani.

Da qui siamo partiti per sviluppare un approccio che tenga conto delle moderne scoperte ma che non dimentichi mai l’importanza dell’intuito e la sensibilità della mano come chiave di entrata in un sistema alterato.