Dove sono tutti quelli da:” Meglio un giorno da leone che cento da pecora.”

Adesso che servono dove sono i partigiani, gli anti fascisti, le camicie di vari colori, i black bloc, i centri sociali, i movimenti (intestinali)?

Adesso che l’Italia è in ginocchio su numeri sempre più discutibili dove sono tutti questi “paladini della libertà”?

Adesso che un drappello di abusivi tiene in scacco informazione, scuola, lavoro, dove sono i “guerrieri”?

Probabilmente a creare gruppi su canali più o meno alternativi per continuare a lamentarsi, in attesa dell’ennesima mancia elettorale una volta che gli avranno portato via tutto, tranne la connessione, ovviamente. 

Per quelli ancora in piedi l’illusione che quattro soldi salveranno il futuro dei loro figli è la beffa oltre il danno, la rabbia e l’invidia di chi si tradisce alla sicurezza illusoria del prezzo senza conoscere il senso del valore, diventano malattie incurabili dell’animo che, nonostante le migliori scuole, contagiano inevitabilmente anche i bambini.

Morti tutti i pastori alle pecore non resta che la cieca obbedienza che, grazie al Sig. Overton, permette al regime in voga di spacciare qualsiasi bestialità per normale. Pecore terrorizzate da una delle migliaia di nemici invisibili presenti dentro e fuori di sé, che ignorano di proposito che nella maggioranza dei casi questi nemici sono preziosi alleati per l’equilibrio biologico, ma che, ogni tanto, servono a far rientrare nei ranghi le pecore distratte, come cani che abbaiano aizzati dall’aguzzino di turno.

Il comportamento del gregge deve avere a che fare in qualche modo con il comportamento delle pecore, altrimenti lo avrebbero chiamato in altri modi. Del branco, della comunità, o del gruppo.